SOLUZIONI GRAFICHE E DECORATIVE

Aprile. Arriva il sole con la sua meravigliosa luce e l’intenso calore. E naturalmente si appresta a regalarci primavera ed estate stupende. Ma il sole è anche un po’ brighello e se non siamo abbastanza attenti, può creare non pochi problemi di ingiallimento, scolorimento di tessuti, tendaggi, pavimenti e tutto quanto  stampe. Non solo. Il calore e la luce che filtrano attraverso i comuni vetri, possono far salire la temperatura interna di stanze, uffici e corridoi fino ad essere insopportabili.

Solitamente, nelle abitazioni civili, la maggior parte delle aperture sull’esterno sono dotate di vetri e protette da tapparelle, persiane o tende da sole; ma che succede a negozi ed uffici esposti che non possono oscurare i loro vetri?

Ecco dunque le pellicole per il controllo solare. Sono film mono o multistrato che hanno la caratteristica di filtrare e/o riflettere proprio i fattori più fastidiosi del nostro amato sole. Quasi tutte le pellicole sono in grado di bloccare fino al 99% i deleteri raggi UVA, responsabili del precoce deterioramento di molti materiali. Queste sono le preferibili nel caso di negozi che espongano merce per periodi di 15 o anche 30 giorni (abbigliamento in primis), ma quasi tutto è soggetto allo scolorimento derivante da fattori multipli, comprese le stampe tradizionali.

Chiaramente queste pellicole non rappresentano la soluzione magica, tuttavia sono in grado di rallentare di molto il rovinoso processo dei raggi solari.

Altre pellicole sono invece più adatte ad oscurare gli ambienti che necessitano di una migliore regolazione termica. In questo caso gli strati riflettenti possono termoregolare l’ambiente evitando sprechi eccessivi di energia per l’uso dei condizionatori, migliorare la vivibilità dei locali e tutelare la salute di chi deve operare in ambienti non protetti e aerati. L’effetto specchiante è una delle peculiarità di questi film. Da tenere in considerazione quando si vuole vedere senza essere visti, ma attenzione all’effetto contrario durante le ore serali; in questo caso occorre installare faretti esterni che simulino la luce perché con l’oscurità esterna, l’effetto specchio si inverte.

Economiche? Il costo dei film unitamente alla posa in opera, può rappresentare un piccolo ma indispensabile investimento qualora le alternative tradizionali non possano essere applicate. E’ sempre il caso delle vetrine. Non potendo oscurare con tende interne o tapparelle, l’unica soluzione è la tenda da sole. Ma i costi di prodotto e di installazione salgono, nonché la manutenzione e la tassa di ingombro sul marciapiede …

Per informazioni a riguardo, scrivete a frank@ziofrank.it

Nel video di seguito, vi spiego un metodo molto semplice da applicare quasi ovunque per ottenere una stabilità eccellente del vostro smartphone. L’utilizzo del Velcro, è alla base di questo concetto. Il Velcro ha una capacità di adesione temporanea decisamente elevata e se utilizzato nel modo corretto lasciando le giuste superfici di contatto libere, può risolvere numerosi problemi.

Qui, ne vediamo soltanto uno, molto comune.

 

Ciao. Pubblico il primo video di una serie dedicata al wrapping estremo. O meglio: cerchcerò di mostrare una serie di operazioni su oggetti non proprio di comune lavorazione quando si parla di wrapping. Premetto che normalmente non mi occupo di car wrapping, l’intenzione è di esasperare se possibile in modo positivo, i vari materiali che si trovano per ottenere risultati nei vari campi del rivestimento a film. In questo video utilizzo un materiale cast di A.P.A. comunemente utilizzato per il rivestimento di auto.

Tra le tante passioni, quella del Teatro mi lega a quel mondo per diverse ragioni.

La prima in assoluto è realizzazione degli oggetti di scena. faccio parte di una compagnia amatoriale e collaboro con altre compagnie teatrali in qualità di tecnico attrezzista o anche di comparsa ed attore, ma la mia inclinazione è propria della preparazione dietro le quinte.

Ho quindi deciso di pubblicare qualche video che pian piano pubblicherò, nei quali spiego alcune tecniche di realizzazioni. In questo caso, spiego come realizzare dei sandali dall’aspetto rustico ed antico, che simulano un materiale come il cuoio ma che sono realizzati usando un paio di economicissime finte Crocs in silicone, acquistate in un supermarket cinese.

Calzature simili, sono state poi usate in più riprese durante rievocazioni storiche. Da una certa distanza risultano assolutamente irriconoscibili.

Guarda il video:

 

I materiali adesivi vinilici hanno caratteristiche molto diverse tra loro.

Alcuni di questi, vengono creati appositamente per le decorazioni da applicare alle pareti in muratura. La base su cui verranno applicati deve essere trattata in modo specifico. Dovrà risultare liscia, senza parti staccabili ed è altamente consigliabile l’utilizzo di un fondo adeguato per una migliore presa dell’adesivo.

La posa è semplificata per la presenza di un adesivo con effetto “ventosa” che permette di “appoggiare” alla parete il materiale da applicare e farlo scorrere fino alla corretta posizione. Tuttavia, è necessaria molta cautela per evitare danni gli errori più frequenti.

Le decorazioni sono spesso ad intaglio come scritte o disegni monocromatici, ma come nel caso della foto, anche delle semplici strisce (il rotolo è stato tagliato e “fette”) possono risultare una validissima alternativa alla decorazione pittorica, sia per l’effetto che restituisce, sia per la possibilità di lavorare completamente “a secco” anche durante le normali attività all’interno di locali senza dover interrompere i flussi lavorativi.

Rivestire elettrodomestici? Certo!

Frigorifero, forno, lavastoviglie, lavapiatti, ecc. sono tutti componenti di arredamento che occupano spazi importanti tra le mura domestiche. Non parliamo ovviamente di quelli incassati, ma ci rivolgiamo a tutti coloro che questi importanti strumenti quotidiani, li hanno a vista.

Le finiture materiche già pronte di cui abbiamo già parlato in altri articoli rendono già un aspetto decisamente personalizzato. Ma le opportunità che può restituire la stampa unita alla personale fantasia, non ha limiti!

Adattare una grafica all’ambiente in cui viviamo o lavoriamo migliora certamente il nostro rapporto con l’ambiente stesso e con le relazioni che vi intrecciamo.

Parlando di wrapping di arredamenti interni ed esterni, i materiali su cui andiamo ad operare sono davvero tanti e molto diversi tra loro.

Tra i primi in assoluto, troviamo i materiali legnosi: legno massello, truciolato, MDF, OSB, compensati, multistrati, laminati, ecc. Questi, sono generalmente laccati, verniciati, resinati o semplicemente lasciati al naturale.

Questo sarà l’argomento di questa prima parte.

Più avanti tratteremo la pulizia di altri materiali su cui normalmente si opera, che possono essere:

i metalli: lamiere inox, zincate, alluminio, ecc

i materiali plastici: policarbonati, metacrilati, forex, dibond (alluminio con anima forex), pvc, ecc.

i vetri: temperati, lisci, lavorati, colorati, ecc.

 

La pulizia dei materiali legnosi:

Il primo aspetto da considerare quando si opera con adesivi di copertura è l’assenza di polvere, residui di vernici, particelle mobili, ecc. Anche il semplice pulviscolo, se utilizziamo adesivi sottili, potrà risultare molto evidente nel caso in cui dovessimo utilizzare adesivi lucidi e monocolore.

Sovente, la semplice pulizia non è sufficiente a garantire un risultato perfetto, pertanto in considerazione di ciò che troveremo, dovremo adottare la corretta strategia di preparazione intervenendo nel modo meno invasivo per ottenere un lavoro a regola d’arte.

La pulizia di una superficie legnosa laccata o verniciata si effettua utilizzando un prodotto sgrassante. In genere si dividono tra quelli a base solvente e a basa acquosa. I primi più blandi, hanno la caratteristica di non essere troppo aggressivi, non opacizzano le superfici e si possono tranquillamente usare nei locali chiusi. I prodotti a base solvente, vengono usati quando le superfici presentano un grado di sporcizia elevato come vecchi collanti, resine, siliconi e vernici tenaci.

In genere è sufficiente dare una prima passata con un panno ben imbevuto creando un leggero velo di sgrassante su tutta la superficie e lasciare agire un paio di minuti; quindi asportare ed eliminare ogni traccia di prodotto con un panno asciutto o carta assorbente adatta (attenzione a quelle polverose!) I problemi sorgono quando le superfici non sono lisce o presentano scheggiature, graffi profondi, angoli rovinati, ecc. Il trattamento di pulizia sarà analogo ma più minuzioso. Si dovrà asportare ogni parte a rischio di distaccamento e sarà necessario intervenire in modo più invasivo per ottenere l’idoneità alle lavorazioni successive. In alcuni casi si dovrà operare con abrasivi e stucchi per riportare le superfici ad un livello di planarità sufficiente.

Se invece, i materiali legnosi non sono verniciati è sempre uno sgrassatore a fare la prima parte. Se il legno è stato incerato, si dovrà invece applicare un decerante ed eliminarne accuratamente ogni traccia. Il nemici delle pellicole adesive sono proprio questi prodotti (cera, silicone, protettori a base grassa).

Diverso ancora è il trattamento da prevedere su superfici molto porose (truciolare, MDF) o con finiture naturali irregolari (OSB, legno non piallato). In questi casi, la pulizia è relativa. per poter ottenere una buona adesione delle pellicole, è necessario che la superficie sia liscia e possibilmente senza pori, quindi è sempre da prevedere l’utilizzo di un “PRIMER”.

Il trattamento dopo la pulizia (segue).

La domanda nasce nel momento del bisogno, senza dubbi.

E il bisogno nasce a seguito di necessità, cambiamento, adeguamento o semplice capriccio.

Stiamo parlando degli arredi interni principali, i veri punti cardine su cui è imperniata la comunicazione dei nostri spazi. In genere l’argomento viene limitato alle attività commerciali come negozi, reception, locali drink & food e quant’altro. Ma in un mondo che cambia con frenesia nonostante la crisi, anche il privato chiede la sua parte e modifica il proprio ambiente in base a precise motivazioni.

E così per colonne, pareti, armadi, mobili, infissi e vetrate, si torna a disegnare, riprendere, tinteggiare, abbattere e modificare per migliorare e adattare la situazione ormai obsoleta ad un’idea successiva che ci soddisfi maggiormente e trasmetta un nuovo messaggio a chi staziona anche per pochi istanti, presso i nostri ambienti.

Sostituire, ristrutturare o riqualificare?

Sostituire significa eliminare il vecchio per inserire il nuovo. Un armadio può essere sostituito con un altro mobile o con nulla al suo posto. Prevede una spesa eccezionale con un risultato altrettanto eccezionale se il mobile sarà costruito secondo le nostre aspettative e necessità da un professionista in grado di essere accomodante ma preciso. La sostituzione di un colonnato o di una parete divisoria, potrebbe non essere invece di veloce soluzione. Per sostituire occorre prima smantellare il vecchio ed attendere poi la consegna  e la posa in opera che sovente risulta scomoda, polverosa e con tempi solitamente lunghi.

La ristrutturazione è un’attività analoga. La previsione di lavori importanti può includere spesso l’asportazione di parte o di tutta la vernice precedente, l’intonaco o il rivestimento. Anche in questo caso i tempi sono necessariamente lunghi e normalmente è previsto il trasporto presso altra sede degli oggetti da ristrutturare. Sono operazioni che determinano costi aggiuntivi sull’opera finita non indifferenti, ma assolutamente necessari. Ne va di mezzo spesso anche l’attività stessa che viene svolta all’interno del locale presso il quale la ristrutturazione è in atto con conseguente stop di parte o tutta la stessa attività. E generalmente questi lavori si programmano nei periodi caldi o addirittura al posto del periodo di vacanza.

Parliamo invece di riqualificazione. Questo termine, in ogni ambito può essere definito in modi molto diversi. In questo caso lo considereremo sotto l’aspetto della decorazione attraverso l’utilizzo di pellicole adesive (wrapping). Questo consiste nell’individuazione del materiale da rivestire, nella sua pulizia e fissaggio (eliminazione residui e blocco di polveri e distaccamenti) e di applicazione delle pellicole direttamente sul posto. In pratica il sistema prevede che qualsiasi oggetto, parete, vetrata, colonnato, ecc. possano essere semplicemente decorati sul posto senza operazioni che determinino lo stop delle attività svolte nel locale, semplicemente perché tutto avviene attraverso l’utilizzo di materiali altamente performanti che non prevedono l’uso di strumenti rumorosi, solventi, e in genere tutto ciò che può determinare disturbo ad altri. L’operatore (applicatore) lavora direttamente sul “pezzo” da riqualificare e si sposta solo in funzione delle superfici da trattare, con risultati immediati, costi estremamente contenuti e senza interrompere le attività in corso!

Nel wrapping in tutte le sue forme relative all’utilizzo di materiali adesivi per rivestire, una delle regole fondamentali per ottenere un ottimo risultato che duri nel tempo è la pulizia di base delle pareti/oggetti.

In funzione dei materiali sui quali andremo a lavorare, esistono tuttavia prodotti per la pulizia adeguati. Ma molto spesso una semplice pulizia non è sufficiente: polvere, ruggine, graffi profondi e qualsiasi altra irregolarità resteranno evidenziate in modo esteticamente inaccettabile, se non saranno prima trattate con cura.

Le verniciature precedenti, se sfogliano o presentano striature o infiorescenze, devono essere rimosse completamente o in parte ed in seguito fissate con primer apposito (per legno, plastica, muratura, ferro, ecc.)

Spesso la necessità è quella di carteggiare con abrasive di varie sezione prima di ottenere un risultato soddisfacente e questo aspetto, seppur noioso è un passaggio obbligato. Conseguentemente alla lisciatura delle superfici, dovremo pulire accuratamente ogni centimetro insistendo nelle parti angolari, spigoli, modanature. Per ultima operazione se necessario, utilizzeremo il primer più adatto a garantire la necessaria adesività all’adesivo che andremo a stendere.

Spesso qui, facciamo riferimento al prodotto Di-Noc di 3M. In effetti, oltre ad essere prodotto in un  numero altissimo di varianti (circa 700) ha uno spessore medio di 220 micron. Questo, può fare la differenza su superfici non particolarmente levigate, poiché ha la particolarità di “nascondere! qualche difetto.