Arredi interni: sostituire, ristrutturare o riqualificare?

La domanda nasce nel momento del bisogno, senza dubbi.

E il bisogno nasce a seguito di necessità, cambiamento, adeguamento o semplice capriccio.

Stiamo parlando degli arredi interni principali, i veri punti cardine su cui è imperniata la comunicazione dei nostri spazi. In genere l’argomento viene limitato alle attività commerciali come negozi, reception, locali drink & food e quant’altro. Ma in un mondo che cambia con frenesia nonostante la crisi, anche il privato chiede la sua parte e modifica il proprio ambiente in base a precise motivazioni.

E così per colonne, pareti, armadi, mobili, infissi e vetrate, si torna a disegnare, riprendere, tinteggiare, abbattere e modificare per migliorare e adattare la situazione ormai obsoleta ad un’idea successiva che ci soddisfi maggiormente e trasmetta un nuovo messaggio a chi staziona anche per pochi istanti, presso i nostri ambienti.

Sostituire, ristrutturare o riqualificare?

Sostituire significa eliminare il vecchio per inserire il nuovo. Un armadio può essere sostituito con un altro mobile o con nulla al suo posto. Prevede una spesa eccezionale con un risultato altrettanto eccezionale se il mobile sarà costruito secondo le nostre aspettative e necessità da un professionista in grado di essere accomodante ma preciso. La sostituzione di un colonnato o di una parete divisoria, potrebbe non essere invece di veloce soluzione. Per sostituire occorre prima smantellare il vecchio ed attendere poi la consegna  e la posa in opera che sovente risulta scomoda, polverosa e con tempi solitamente lunghi.

La ristrutturazione è un’attività analoga. La previsione di lavori importanti può includere spesso l’asportazione di parte o di tutta la vernice precedente, l’intonaco o il rivestimento. Anche in questo caso i tempi sono necessariamente lunghi e normalmente è previsto il trasporto presso altra sede degli oggetti da ristrutturare. Sono operazioni che determinano costi aggiuntivi sull’opera finita non indifferenti, ma assolutamente necessari. Ne va di mezzo spesso anche l’attività stessa che viene svolta all’interno del locale presso il quale la ristrutturazione è in atto con conseguente stop di parte o tutta la stessa attività. E generalmente questi lavori si programmano nei periodi caldi o addirittura al posto del periodo di vacanza.

Parliamo invece di riqualificazione. Questo termine, in ogni ambito può essere definito in modi molto diversi. In questo caso lo considereremo sotto l’aspetto della decorazione attraverso l’utilizzo di pellicole adesive (wrapping). Questo consiste nell’individuazione del materiale da rivestire, nella sua pulizia e fissaggio (eliminazione residui e blocco di polveri e distaccamenti) e di applicazione delle pellicole direttamente sul posto. In pratica il sistema prevede che qualsiasi oggetto, parete, vetrata, colonnato, ecc. possano essere semplicemente decorati sul posto senza operazioni che determinino lo stop delle attività svolte nel locale, semplicemente perché tutto avviene attraverso l’utilizzo di materiali altamente performanti che non prevedono l’uso di strumenti rumorosi, solventi, e in genere tutto ciò che può determinare disturbo ad altri. L’operatore (applicatore) lavora direttamente sul “pezzo” da riqualificare e si sposta solo in funzione delle superfici da trattare, con risultati immediati, costi estremamente contenuti e senza interrompere le attività in corso!

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