Freelance Grafico: perché freelance?

Il Freelance Grafico: quando conviene e a chi?

La figura professionale del freelance grafico esiste da molto tempo e definisce in modo abbastanza vago, una qualche competenza nel settore delle arti grafiche, da qui la domanda: perché freelance?

Senza entrare troppo nei dettagli della professione, un freelance grafico è sostanzialmente un libero professionista senza albo, che attraverso uno o più codici Ateco  può coprire svariate figure in questo ambito.
In questo articolo, mi soffermerò soltanto sull’aspetto economico poiché in questi ultimi anni si sono modificate alcune condizioni di mercato; tratteremo quindi i vari aspetti per scoprire come portare a proprio vantaggio anche situazioni che apparentemente potrebbero non sembrare soddisfacenti.

Userò come esempio la figura del grafico editoriale, ribadendo che, tolta la propria formazione (accademica o autodidattica), non esiste un albo  a cui registrarsi, né una tutela specifica al di fuori del copyright.

La libera professione è libera davvero?

Detto ciò, se la libera professione ci permette di poter esercitare il nostro mestiere slegati dalle dinamiche, dai tempi e dagli stipendi di una azienda nel mondo della stampa, è altresì vero, che non è facile districarsi in questo mondo, né trovare continuamente clienti in grado di darci fiducia; cosa che invece, sembra dato per scontato quando si ha a che fare con aziende di rilievo.

Lavoro dipendente o freelance?

Abbiamo tre punti di vista: quello del cliente, quello dell’azienda e quello del grafico. Partiamo dal mezzo. 

Un’azienda tipografica ha il grande vantaggio di avere all’interno tutto ciò che “potrebbe” servire al cliente: consulenza, servizio di grafica e stampa (con distribuzione, posa, ecc.). Il condizionale è d’obbligo poiché si incontrano anche clienti non soddisfatti del “chiavi-in-mano”; non sempre infatti, l’azienda è in grado di rispondere con la dovuta attenzione alle esigenze del cliente ma la prospettiva di poter fare tutto in un solo posto, gioca a favore del cliente anche se spesso i costi, sono paradossalmente più alti.

Da parte dell’azienda, avere dipendenti che lavorano all’interno su strutture proprie, rappresenta un costo minore ma sopratutto una tutela maggiore sui lavori eseguiti. Quando vi è in gioco l’autonomia totale, si possono promettere tempi più brevi e questi vengono spesso fatti pagare cari al cliente.

La figura del freelance è quella che lascia più spazio sia in tempi, sia in costi. I tempi possono essere brevissimi ma dilatarsi in funzione del service a cui si appoggia mentre i costi non avendo i “carichi” di un’azienda, possono essere molto convenienti, unitamente al fatto che la libera professione non prevede l’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Conclusioni

Sia chiaro che non si parla di creare un biglietto da visita. I lavori di questa semplicità possono essere tranquillamente affidati ad una tipografia; ma se consideriamo cataloghi, libri, edizioni con pagine, ecc. risulterà probabilmente migliore lavorare in modo disgiunto. Ecco dunque che l’opportunità di “usare” il binomio “freelance-tipografia” può risultare decisamente più conveniente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.